DA LUNEDI’ NON MANGIO PIU’ E VADO A CORRERE ALL’ALBA

correre con il caneAl giorno d’oggi non c’è articolo di consumo che non sia accompagnato da un fisico mozzafiato in bella mostra. La spasmodica ricerca della magrezza a tutti i costi induce molte persone a trovarsi di fatto a vivere in maniera problematica la relazione con il cibo e con lo sport. Ci si affaccia per questa strada al campo delle patologie alimentari, molte persone sono invece vittime delle cosiddette trappole mentali, non soddisfatti del proprio aspetto, si auto-impongono alcune propositi che risultano totalmente fallimentari. Perchè accade?

Decidere di vietarsi gli alimenti più calorici, suddividendo i cibi in “buoni” e “cattivi” è spesso la chiave del fallimento del progetto di ottenere un equilibrio alimentare. I cibi cattivi diventano infatti sempre più desiderati, con un impulso di trasgressione tanto più forte quanto è più rigido il divieto!

Alla stessa stregua, imporsi un’attività sportiva per senso del dovere può risultare ugualmente inefficace e dannoso. Riuscire a stare a dieta, a fare sport, a raggiungere la forma desiderata e rimanere in equilibrio per godersi i risultati ottenuti con il retro pensiero “se mi ci metto ce la faccio” salvo poi perdere la bussola e ingrassare di nuovo, porta ad un ciclo che si ripete alternato da fasi di vittoria e depressione da sconfitta. Il successo alimenta l’insuccesso!

Tra le differenti possibili reazioni delle persone che falliscono nel tentativo di raggiungere e mantenere la forma fisica desiderata, una delle più frequenti consiste nella totale ribellione nei confronti del sacrificio fatto. La reazione alla frustrazione dell’insuccesso passa così attraverso la compensazione del piacere alimentare fuori controllo.

Fare esercizio fisico massacrante ogni giorno con l’unico scopo di raggiungere o mantenere la linea diviene a breve un’ossessione in senso stretto. Il rischio che si crei un circolo vizioso è dietro l’angolo; l’appetito aumenta per la naturale stimolazione fisiologica del movimento, ma se si mangia di più, si dovrà aumentare il movimento e più esercizio si fa, più si desidera mangiare. Un possibile epilogo è il crollo, la cessazione dell’attività fisica quotidiana con conseguente impennata del girovita e inevitabile senso di sconfitta. Chi non crolla rischia invece di alimentare l’ossessione all’esercizio fisico, seguito da grandi abbuffate o restrizioni alimentari da essere in grado di portare all’anoressia!!!

In tutta questa serie di comportamenti, lo sport e la dieta, rischiano insomma di portare a quello che dai ricercatori della terapia breve strategica viene chiamata la tentata soluzione che alimenta il problema. Come uscire dal circolo vizioso in cui ci si è auto-intrappolati?

Una soluzione alternativa c’è …. “utilizzo del piacere come risorsa” !!!

Se il rigido controllo dei cibi, inizialmente efficace, porta di fatto alla perdita dello stesso controllo allora una dieta, per avere successo e soprattutto per mantenere i risultati nel tempo, dovrebbe evitare di basarsi sulla rigida selezione degli alimenti e sul concetto stesso di controllo.

Prendendo invece in considerazione il piano dell’attività motoria, la vera sfida consiste nell’individuare quella più idonea al proprio corpo ed alla propria mente. Per essere costante l’esercizio fisico deve infatti essere congeniale e piacevole. Grazie ad un’attività fisica mirata il corpo manderà presto segnali positivi di benessere, il passo successivo consisterà nell’assecondare le proprie inclinazioni, per poi magari orientarle verso ciò che può essere più indicato per le proprie esigenze fisiche ed estetiche.

Per concludere, ogni sistema tende all’autoregolazione, eppure il sistema umano è in grado di generare complicate trappole mentali delle quali rimane esso stesso vittima e il più delle volte, nel tentativo di superare le difficoltà, mette in atto una serie di comportamenti che finiscono per consolidare o peggiorare la situazione. Seguendo le linee che vedono il piacere come una risorsa è possibile ristabilire un equilibrato e fondamentale rapporto con il cibo e l’attività fisica!

“Ci vuole un nuovo di pensare per risolvere i problemi prodotti dal vecchio modo di pensare”

(A. Einstein)

(tratto da Elav Magazine n°2 – anno 2015)

SILVIA

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