ALLENAMENTO A DIGIUNO PER IL DIMAGRIMENTO

ENRICO

L’allenamento a diugiuno per perdere peso è una pratica molto comune che sta prendendo piede in questi anni, ma come tutte le cose bisogna cercare di comprendere la logica che ci stà dietro.

Perché allenarsi a digiuno?

Le riserve muscolari di glicogeno sono più basse al risveglio rispetto alla sera, a causa delle lunghe ore notturne in cui non assumiamo cibo, e questo è un vantaggio se si vuole effettuare un allenamento cardio a digiuno per dimagrire.

L’astinenza prolungata dal cibo promuove inoltre concentrazioni ematiche inferiori d’insulina, altra condizione favorevole per smaltire un po di grasso.

Per bruciare grasso servono bassi livelli d’insulina ed elevati livelli di catecolamine; queste ultime sono ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali. Sottoposto a stress fisico o psicologico, l’organismo rilascia nel flusso sanguinio dopamina, noradrenalina e adrenalina, catecolamine che contribuiscono adattivare l’adenosina monofosfato ciclico innescando la scomposizione di substrati nelle cellule per produrre energia. Nella maggior parte dei casi il substrato prescelto è il glicogeno (carboidrato) presente nei tessuti muscolari, mentre con bassi livelli d’insulina si apre l’accesso alle riserve adipose(trigliceridi).

Tuttavia, non si può pensare che sia sufficiente digiunare e stressarsi, il trucco è creare condizioni tali da indurre l’organismo a utilizzare gli acidi grassi come substrato energetico.

A riposo, il 66% dell’energia prodotta viene dai grassi, ad indicare che probabilmente la mobilizzazione e l’ossidazione degli acidi grassi per produrre energia durante il sonno assicura una risorsa energetica sufficiente ad alimentare un allenamento al risveglio.

Lo conferma anche la scienza, documentando un incremento del 15-20% dell’ossidazione lipidica in tali circostanze.

D’altro canto, fare esercizio fisico a digiuno con l’intensità sbagliata e senza un’adeguata scorta di aminoacidi spinge l’organismo ad attingere alle riserve di aminoacidi a causa dell’aumento del cortisolo. A lungo andare, questo stato catabolico rischia di provocare una perdita muscolare.

Se si pensa che la condizione catabolica è necessaria per ossidare i grassi, in pratica è una spada a doppio taglio.

Risulta quindi fondamentale la scelta dell’allenamento, in sostanza, l’esercizio ad alta intensità mobilizza gli acidi grassi e aumenta il cortisolo, mentre quello a bassa intensità, meno catabolico, brucia più grassi.

Detto questo si può affermare che l’allenamento cardio a bassta inensità brucia piu’ grassi rispetto all’allenamento ad alta intensità, ma è vero anche che i benefici che si ottengono sul dimagrimento col solo “grasso bruciato” sono minimi rispetto a quelli che si ottengono con un allenamento ad alta intensità soprattutto se abbinato ad esercizi con sovraccarico, che ha tra i tanti pregi quello di aumentare il metabolismo basale nello ore seguenti all’attività fisica e prevenire le malattie metaboliche , e permette anche un buon dispendio calorico.

Eseguire l’allenamento cardio di mattina, con riserve cospicuo di glicogeno, provoca un deficit di glicogeno che fa bruciare più grassi nelle normali attività per il resto della giornata.

La maggiore utilizzazione dei grassi implica migliore assimilazione di carboidrati grazie all’aumento della sensibilità dell’insulina.

Per l’allenamento cardio a digiuno si può prendere in considerazione l’HIIT(interval training ad alta intensità),che abbinato all’allenamento con i sovraccarichi permette di ottimizzare i risultati in termini di dimagrimento con ottimi risultati sul grasso viscerale e tutti i benefici già citati.

Prima di allenarsi a digiuno è cosigliabile assumere aminoacidi oppure proteine in polvere, un buon consiglio per questo tipo di allenamento è adottare una dieta con un alto apporto proteico.

Art:muscle e fitness settembre 2014

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